LO YO-YO FA INGRASSARE

>

WP_20150117_09_36_44_ProSarà capitato anche a voi di mettervi a dieta, spinti dall’arrivo dell’estate
oppure conquistati dalle promesse miracolose che fa un nuovo programma dimagrante alla moda. Siamo carichi, motivati, e riusciamo a rientrare nel nostro peso forma. A questo punto ci sembra che l’obiettivo sia raggiunto e che finalmente siamo liberi dalle restrizioni caloriche o dalla monotonia della dieta, spesso a base di proteine, o della ripetitività del menu. Senza quasi accorgerci, in un tempo uguale a quello che ci ha fatti dimagrire, o anche prima, ci ritroviamo i chili persi e qualcosina in più rispetto al peso di partenza. Poi altra dieta, altra perdita di peso, altro riacquisto, ciò che viene chiamato yo-yo.
Quando si perde peso e poi lo si recupera, si finisce per diventare più grassi di prima. E i chili che recuperiamo sono più difficili da perdere. E in più siamo più esposti a ipertensione, ipercolesterolemia e altre “iper”, quindi se non teniamo alla larga il grasso perso, siamo in pericolo.

Dimagrendo, perdiamo sia grasso sia massa muscolare. Quando recuperiamo i chili, invece, riprendiamo il più delle volte solo grasso. I muscoli impiegano più tempo a riformarsi e solo grazie a una intensa attività fisica.

Uno studio del 1993 ha esaminato la correlazione tra oscillazioni di peso e obesità nei ratti. Questi sono stati divisi in due gruppi: uno aveva un limitato l’apporto calorico, mentre l’altro gruppo veniva alimentato regolarmente. Quando anche il primo venne riportato a una dieta regolare, i soggetti dimostrarono una tendenza ad accumulare più grasso rispetto al gruppo che aveva assunto per tutta la durata dell’esperimento lo stesso numero di calorie. Le conclusioni sono che una dieta con fluttuazione di contenuto calorico portava a topi più grassi, mentre una dieta con un contenuto calorico più costante manteneva i topi più magri.

Lo stesso vale per gli esseri umani, perché quando ritorniamo a un’alimentazione normale, i nostri enzimi lipogenici, quelli che immagazzinano l’adipe, subiscono un’impennata. Questo ciclo perdita-recupero è particolarmente dannoso, poiché determina una maggiore formazione di grasso viscerale e addominale, i due tipi di grasso che espongono al maggior rischio di diabete, cardiopatia e cancro.

Il grasso sottocutaneo si trova direttamente sotto la pelle e si riesce a prendere tra le dita. Il grasso viscerale è quello presente sotto la parete addominale. Avvolge gli organi interni intasando di grasso fegato, intestino, reni, pancreas e cuore e si associa a un certo numero di affezioni preoccupanti (ipertensione, insulino-resistenza, diabete e cardiopatia). Con le diete perdiamo il grasso sottocutaneo, ma quando riprendiamo a mangiare normalmente e riacquistiamo peso, è il grasso viscerale che ricostituiamo. Ci vogliono anni per sbarazzarsi di quest’ultimo e quasi mai ci si riesce con diete lampo: occorre un impegno costante, con una sana alimentazione e un’attività fisica regolare.

Una storia di diete intermittenti e fluttuazione ponderale non porta solo all’accumulo di grasso viscerale, può anche modificare il tipo di acidi grassi che l’organismo immagazzina. La fluttuazione del peso abbassa le lipoproteine ad alta densità HDL (il colesterolo buono), innalza quelle a bassa densità LDL e accresce il rischio di ipertensione e le probabilità di patologie cardiache e ictus. Inoltre aumenta la pressione arteriosa, specialmente in presenza di grasso viscerale, e l’insulina a digiuno. L’insulina è il principale ormone responsabile dell’aumento della lipogenesi (immagazzinamento del grasso) e della soppressione della lipolisi (eliminazione del grasso).

Già nel 1932 uno studio ha dimostrato che i soggetti umani con la più lunga esperienza di oscillazione ponderale avevano livelli di insulina più elevati a digiuno, pur avendo un Indice di Massa Corporea nei valori normali. Questo sottopone il pancreas a uno stress per bilanciare l’incremento  ed è il primo passo verso il diabete.

Ogni volta che ci si mettiamo a dieta ipocalorica l’organismo attiva gli enzimi che promuovono l’immagazzinamento di grassi rendendo il calo ponderale più difficile. L’azione di questi enzimi inibisce la perdita lipidica e, una volta che vengono attivati, ci vuole molto tempo per ridurne l’attività. Questo significa che non appena si torna a mangiare il quantitativo calorico appropriato (o, peggio, a eccedere), si è più propensi a immagazzinare calorie sotto forma di grasso e si hanno più probabilità di ingrassare in più rispetto a prima di cominciare la dieta.

(Fonte La dieta nutritariana – Joel Fuhrman)

About Tania Ansaldi 466 Articles
Come quasi tutte le donne ho sperimentato per anni ogni tipo di dieta e intruglio per dimagrire, patendo molta fame. Ultimamente é cambiato qualcosa nella conoscenza e nella percezione del nostro organismo, e una sana dieta é diventato sinonimo di alimentazione salutare, per vivere meglio, che dura tutta la vita e che limita le nostre privazioni. Mangiare sano e fare un moderato esercizio fisico aiuta a vivere meglio. Mi sono appassionata a questi argomenti, e più li conoscevo, più mi accorgevo che c’era molto altro da scoprire, fino a quando mi sono resa conto che tutte le informazioni che mi hanno aiutata a conoscermi meglio potevano essere utili anche ad altri, e le racconto su questo blog.

Be the first to comment

Leave a Reply