COME PROTEGGERSI DALL’ALZHEIMER

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Oggi ho seguito una puntata del Dr. Oz Show, in cui si parlava del morbo di Alzheimer, che – come sapete – mi interessa molto. La salute mentale è tra le mie priorità, perché mi sembra che senza quella non si possa dare un senso alla vita. Al programma è intervenuto il neurologo David Perlmutter, autore del libro “The Grain Brain Cookbook”, un ricettario per tenere il cervello in forma. Sembra che le donne siano più soggette a contrarre il Morbo di Alzheimer, infatti due terzi delle persone colpite da questa patologia sono donne. Le donne anziane hanno il doppio delle probabilità di contrarre l’Alzheimer che il cancro al seno. Come per ogni malattia, il cibo gioca un ruolo fondamentale anche per la salute del nostro cervello. Quello che mi ha sorpreso nelle spiegazione del Dr. Perlmutter è che i carboidrati aumentano il rischio di Alzheimer. Pasta e riso, anche quelli integrali, sono potenti fonti di carboidrati che alzano la glicemia. Avere un alto livello di zuccheri nel sangue, oltre a causare il Diabete e malattie cardiache, è la cosa peggiore che si possa fare per il nostro cervello, quindi va tenuto sotto controllo, evitando i cibi ricchi di carboidrati.
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I grassi invece sono degli alleati del cervello. Abbiamo colpevolizzato i grassi per molto tempo, ma i grassi buoni come l’olio d’oliva, l’avocado, le noci, le mandorle e i semi, riducono l’infiammazione, che è alla base di molte malattie, compreso l’Alzheimer. Circa il 60 per cento del nostro cervello è costituito da grassi ed è alimentato dai grassi che ingeriamo. Il Dr. Perlmutter dice che possiamo consumare due cucchiai di olio d’oliva ad ogni pasto principale (per 3 volte al giorno)! Anche le proteine calmano l’infiammazione e dovremmo consumare circa 80 grammi. Buone fonti di proteine sono il manzo nutrito a erba, petto di pollo o tacchino, pesce, tofu etc. Le uova, anche esse ingiustamente colpevolizzate, contengono lecitina che fa bene al cervello e hanno un Indice Glicemico pari a zero, quindi sono un’ottima fonte di proteine. La salute del cervello passa attraverso un intestino sano. I probiotici proteggono la connessione tra intestino e cervello. I cibi fermentati come crauti, kimchi, miso (si trovano nei negozi etnici o bio) e yogurt contengono probiotici. Il processo di fermentazione cambia la struttura dei cibi. Gli zuccheri si trasformano in batteri buoni e quando arrivano al nostro intestino danno grandi benefici al cervello. Dovremmo aggiungere una tazza di cibi fermentati a un pasto ogni giorno. Non tutti gli yogurt contengono i probiotici di cui abbiamo bisogno, specialmente quelli alla frutta (pieni di zuccheri, che spesso non contengono neanche frutta ma essenze).

Il Dr. David Perlmutter suggerisce un test da fare per vedere se il nostro yogurt contiene i probiotici che dovrebbe avere:

  • Mettere un po’ di latte in una ciotola e scaldarlo senza portarlo a ebollizione.
  • Quando è freddo, aggiungere un cucchiaio di yogurt e mescolare.
  • Lasciare il latte a raffreddare tutta la notte, fuori dal frigorifero.
  • Al mattino dovrebbe essersi formato il caglio (il latte si rapprende e si separa dal siero).
  • Se ciò non dovesse accadere significa che lo yogurt non contiene i fermenti lattici vivi che dovrebbe contenere.

I probiotici sostengono il cervello, il cuore, e abbassano persino la depressione. I batteri buoni che vivono nell’intestino sono in grado di controllare la salute del cervello.
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About Tania Ansaldi 483 Articles

Come quasi tutte le donne ho sperimentato per anni ogni tipo di dieta e intruglio per dimagrire, patendo molta fame.

Ultimamente é cambiato qualcosa nella conoscenza e nella percezione del nostro organismo, e una sana dieta é diventato sinonimo di alimentazione salutare, per vivere meglio, che dura tutta la vita e che limita le nostre privazioni.

Mangiare sano e fare un moderato esercizio fisico aiuta a vivere meglio. Mi sono appassionata a questi argomenti, e più li conoscevo, più mi accorgevo che c’era molto altro da scoprire, fino a quando mi sono resa conto che tutte le informazioni che mi hanno aiutata a conoscermi meglio potevano essere utili anche ad altri, e le racconto su questo blog.

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