AGLI AGRUMI NON PIACE IL SOLE

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Se ti sei trovato improvvisamente con bruciature o macchie inspiegabili sulle mani, cerca di ricordarti che cosa hai fatto nelle ore precedenti: hai preparato dei margaritas o mojitos a bordo piscina?

È stato accertato infatti che una buccia di lime o qualche spruzzo del suo succo può fare una forte reazione con i raggi ultravioletti e può causare vere bruciature o macchie che possono durare a lungo. Anche gli altri agrumi causano questa fotosensibilità, per esempio arance, limoni, pompelmo. Sembra che la causa sia la vitamina C che contengono, molto sensibile al sole. Anche altri alimenti ricchi di vitamina C possono causare questi problemi, per esempio kiwi, fragole, melone, pomodoro, cavolo, sedano, finocchio, prezzemolo e l’erba di S. Giovanni. La vitamina C è fortemente ossidabile alla luce e al caldo, per questo non bisogna lasciare questi alimenti esposti a lungo alla luce e bisogna cuocerli per pochissimi minuti. (In questo modo si preserva la vitamina C).

La fotosensibilità è una reazione anomala ed esagerata della pelle, che diventa particolarmente sensibile all’esposizione solare. Si manifesta con eruzioni cutanee caratterizzate da eritemi, pruriti, scottature, vesciche, anche dopo un’esposizione al sole non eccessivamente prolungata.

Questo problema può essere causato anche dall’assunzione di certi farmaci, come antistaminici, antimicotici, farmaci per il diabete, diuretici, antinfiammatori, farmaci per l’acne, antidepressivi, ansiolitici etc. Si chiama reazione fototossica. In combinazione con i raggi ultravioletti, le sostanze chimiche dei farmaci risultano irritanti e tossiche per le membrane cellulari e producono una risposta infiammatoria sulla cute. Ha l’aspetto di una scottatura solare. La buona notizia è che questa reazione si risolve spontaneamente con l’interruzione del farmaco (o dell’esposizione solare). Nella reazione fotoallergica, i raggi ultravioletti agiscono modificando la struttura del farmaco, che viene riconosciuto dal Sistema Immunitario come allergene, e la reazione si manifesta con una infiammazione della pelle esposta al sole, simile a una dermatite (orticaria, arrossamento, vesciche, macchie etc.) La parte brutta è che si può manifestare 24-72 ore dopo l’esposizione al sole e può durare molto tempo. In questo caso è più difficile collegare il disturbo all’interazione tra farmaco e sole. Le zone più colpite sono viso, avambracci, mani, la parte di pelle sotto il mento, naso, fronte, labbra. A volte la reazione può manifestarsi anche in aree non esposte direttamente ai raggi ultravioletti.

Sembra che la reazione fotoallergica sia causata più che altro dai raggi UVA. Anche le lampade abbronzanti possono causare questi fenomeni.

Bisogna fare attenzione anche ai prodotti per la cura della pelle, per esempio quelli a base di retinolo, acido salicilico, acido glicolico, idrocortisone, alfa e beta-idrossiacidi oppure a profumi come quelli a base di bergamotto, cedro, sandalo, muschio e lavanda.

La prevenzione più efficace è quella di evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde (tra le 10 e le 16). Se vuoi rimanere in spiaggia più a lungo, stai all’ombra, usa cappello e occhiali da sole e indumenti sottili ma coprenti.
Inoltre leggi attentamente i prospetti dei farmaci o parla con il tuo medico o farmacista di fiducia.

E se prepari i mojitos… lavati bene le mani dopo aver usato il lime o gli agrumi in generale 🙂